Vday

sabato 21 marzo 2009

Il ministro Gelmini e la Costituzione /Collage



Ci sono stati anche momenti di ilarita’ durante l’intervento del ministro Maria Stella Gelmini in aula al Senato. Quando la titolare dell’Istruzione rimprovera all’opposizione di "aver dimenticato i contenuti del Libro bianco scritto sotto l’egìda del Governo Prodi..", l’aula e’ esplosa rimproverando al ministro di "non sapere nemmeno dove vanno gli accenti". Perche’ la Gelmini ha pronunciato ’egida’ ponendo l’accento sulla ’i’ anziche’ sulla ’e’ quale parola sdrucciola.
Mariastella Gelmini, la Repubblica, 23 ottobre 2008

L’introduzione dell’educazione alla cittadinanza va di pari passo con quella del voto in condotta, e servirà anche come strumento di integrazione. La conoscenza della nostra carta costituzionale, insieme a quella della lingua, è un elemento importante anche per favorire l’integrazione. Questo progetto vuole dare il segno di un impegno sul fronte della trasmissione ai giovani sul senso dello Stato.
Mariastella Gelmini, Apcom, 4 marzo 2009

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Costituzione della Repubblica Italiana, art. 9

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
Costituzione della Repubblica Italiana, art. 33

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
Costituzione della Repubblica Italiana, art. 34

7,8 miliardi di euro I tagli tra 2009 e 2012 previsti dal decreto di giugno.
Corriere della Sera, 18 ottobre 2008

Stiamo pensando all’introduzione di un tetto intorno al 30 per centoper la presenza di alunni stranieri nelle classi.
Mariastella Gelmini, Il Giornale, 20 marzo 2009

Gli immigrati frequentano e frequenteranno normalissime classi.
Mariastella Gelmini fa retromarcia sulla proposta delle classi ponte,Corriere della Sera, 20 ottobre 2008

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di razza, di religione, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

Costituzione della Repubblica Italiana, art. 3




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martedì 10 marzo 2009

Bugia di Rotondi a Ballarò


Fra le tante menzogne che si sono sentite in meno di 50 minuti di trasmissione una particolarmente credibile l’ha detta il ministro Rotondi.

Il ministro per l’attuazione del programma Gianfranco Rotondi, parlando del cosiddetto piano casa che permetterà, se approvato, di aumentare la cubature delle costruzioni abitative del 20% (in alcuni casi, ricostruendo da zero, del 30%) ha affermato che l’aumento della cubatura (ad esempio murare un terrazzo e realizzarvi una stanza in più) sì può già fare, con le leggi vigenti, con una dichiarazione di inizio lavori al comune.

Sappiate che è falso, perché la dichiarazione di inizio lavori è sufficiente soltanto nel caso in cui si intenda attuare una diversa distribuzione degli spazi interni dell’abitazione.

venerdì 12 dicembre 2008

Ecco la controriforma (?) Gelmini


La sinistra parla di sconfitta, gli studenti di vittoria, i giornali di retromarcia. Erano le 19.13 di ieri sera quando l’ANSA diffondeva questa nota:

Il cosiddetto 'maestro unico' alle elementari sarà attivato su richiesta delle famiglie. È confermato dopo l’incontro sindacati-governo. La decisione è confermata nel verbale conclusivo del vertice svoltosi oggi a Palazzo Chigi tra i sindacati della scuola (Cgil, Cisl e Uil, Gilda e Snals) e il governo rappresentato dal sottosegretario Letta e dai ministri Gelmini, Brunetta e Sacconi. All'incontro hanno partecipato anche i segretari generali di Uil Angeletti e Cisl Bonanni.


In un verbale lungo poco più di una pagina il Governo annunciava l’esito dell’incontro tra sindacati e Governo sulla scuola. È la cosiddetta “controriforma Gelmini”, il che presuppone, tuttavia, che ci sia mai stata una riforma. Il ministro, dal canto suo, aveva già incontrato gli studenti in mattinata, dicendo loro:

Sono molto orgogliosa del lavoro che avete fatto e del vostro impegno: nei vostri interventi vedo molta maturità e saggezza.


Eppure, nemmeno due mesi fa, dopo l’altra manifestazione bagnata, quella del 17 ottobre, lo stesso ministro diceva che gli studenti erano vittima della <<sinistra>> che <<sta facendo una campagna di disinformazione>>. Infatti era sorpresa dai manifestanti di cui non capiva <<le ragioni>> perché <<molti di loro non hanno letto il decreto>>. Ed ecco che in nemmeno due mesi quei manifestanti vittima della disinformazione si sono trasformati in saggi insieme a cui <<trovare soluzioni innovative e condivise>>.

Nella serata di ieri, quindi, il Governo ha illustrato le linee guida dei provvedimenti attuativi della cosiddetta riforma Gelmini. Attenzione, quindi, che non è stato promesso nessun decreto riparatore. Si parla di <<provvedimenti attuativi>>, cioè di regolamenti ministeriali che precisano le modalità di attuazione dei della legge 133, che rimarrà intatta, così com’è. Alla luce di questo, le promesse del Governo ai sindacati riguardano l’intero ciclo scolastico, dalle elementari alle superiori.

La più chiacchierata è l’estensione dell’orario settimanale delle elementari a 40 ore, cioè l’attuale tempo pieno. Premesso questo, al punto b si spiega che le famiglie potranno scegliere il piano orario che preferiscono: 24, 27, 30 o 40 ore, a scelta, come per i contratti del telefono. In più, al tempo pieno, saranno assegnati due insegnati per classe, in promozione. Prendi due, paghi uno. Peccato che oggi, sia per il tempo pieno che per il modulo, ogni classe disponga di tre insegnati. Quindi niente passi indietro sull’insegnante unico, solo un bonus del 33%. Poi, mancanza ancora più inosservata, il verbale parla di due insegnanti sì, ma solo per il tempo pieno di 40 ore. Per gli altri piani orari non specifica niente, ergo il maestro unico rimane, eccome. Di contro viene esteso fino a 40 ore il tempo pieno alle medie.

Ciliegina sulla torta, tanto gradita dagli oppositori della 133, il posticipo al 2010 della riforma sulle superiori, versione rivista, si dice, della vecchia riforma Moratti. Purtroppo non risolve un granché. La 133 rimane in vigore, e, a differenza delle promesse, ha forza di legge. Per cui, senza la riforma, i tagli ci saranno ugualmente, solo si dovranno fornire gli stessi servizi con meno risorse. La 133 prevede, infatti, che i tagli incidano, oltre che sul taglio dei maestri, anche sul taglio di bidelli, segretari, insegnanti, classi e scuole. Tanto che importa, c’è la retromarcia.



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giovedì 6 novembre 2008

Quelli che Obama… /Collage

 

Quelli che… <<Obama è un candidato molto interessante perché è il primo nero afroamericano, ma non credo che gli Stati Uniti siano ancora pronti per un presidente nero>>

(Gianfranco Fini, 7 marzo 2008)


Quelli che…
<<Obama resta il candidato perfetto per una serie televisiva>>

(Christian Rocca, Il Foglio, 5 giugno 2008)

Quelli che… <<Vi fareste governare da Obama?>>

(Il Foglio, 5 settembre 2008)

Quelli che… <<La Palin è un Obama al quadrato>>

(Christian Rocca, Il Foglio, 5 settembre 2008)


Quelli che…
<<Obama è un candidato freddo e cinico che s’è fatto le ossa sgomitando nell’ambientino politico di Chicago>>

(Christian Rocca, Il Foglio, 5 settembre 2008)


Quelli che…
<<Ecco perché la strana coppia McCain-Palin può arrivare alla Casa Bianca>>

(Il Giornale, 6 settembre 2008)

Quelli che… <<McCain riconquista gli americani>>

(Il Giornale, 31 ottobre 2008)


Quelli che…
<<Dovesse vincere Obama, prenderei le distanze dalla Casa Bianca>>

(Maurizio Gasparri, 2 novembre 2008)


Quelli che…
<<McCain è in rimonta e può vincere, ormai ha superato Obama>>

(John Zogby, 2 novembre 2008)


Quelli che…
<<John McCain offre maggiore sicurezza contro l'Islam e l'immigrazione clandestina>>

(Roberto Cota, Lega Nord, 3 novembre 2008)


Quelli che…
<<McCain è una garanzia per la difesa della civiltà cristiana sotto attacco dei musulmani>>

(Roberto Castelli, 3 novembre 2008)

Quelli che… <<McCain riconquista gli americani>>

(Il Giornale, 31 ottobre 2008)


Quelli che…
<<Obama ha tutto: è giovane, bello e anche abbronzato>>

(Silvio Berlusconi, 6 novembre 2008)




domenica 2 novembre 2008

Cossiga denunciato per istigazione a delinquere

 

Vi ricordate l’intervista al democratico del manganello Francesco Cossiga, già senatore a vita, passata agli onori della cronaca perché suggeriva al ministro Maroni di intervenire nei cortei studenteschi infiltrando agenti in borghese? Se non la ricordate potete leggerla qui. La novità è che un comune cittadino ha deciso di denunciarlo per istigazione a delinquere.

Si chiama Luca Assirelli, ha 31 anni e vive a Massa Lombarda. Giornalista per hobby, la sua principale area di interesse riguarda le stragi decisive della storia. L’altro ieri, mercoledì 29 ottobre, si è presentato in commissariato avanzando una denuncia penale per istigazione alla violenza in quanto <<le parole di Francesco Cossiga, espresse pubblicamente, consigliano al governo di infiltrare nel pacifico movimento studentesco agenti con intento provocatorio, al fine di far degenerare le manifestazioni del movimento stesso nella violenza>>. Luca riconosce nelle dichiarazioni di Cossiga anche un’altra incitazione, in quanto l’idea del senatore prevede, dopo aver ottenuto in quel modo il consenso popolare, di usare la <<repressione violenta contro studenti e docenti manifestanti […] tramite le forze dell’ordine, discriminando inoltre tra giovani insegnati, che meriterebbero la punizione fisica, e i docenti anziani, che esclude>>. Non è finita, Luca denuncia che a suo parere potrebbe essere ravvisata una notizia di reato anche in un’altra frase del senatore: <<Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno>>, perché ritiene che <<vi siano le fondamenta per il reato di abuso di ufficio ed uso criminoso di posizione amministrativa, considerato quello che avvenne nell’episodio citato dal Cossiga>>.

Leggi l’intervista a Luca Assirelli che ho pubblicato per AgoraVox

Scarica la denuncia ed il verbale depositato da Luca Assirelli in commissariato




sabato 18 ottobre 2008

Lettera al ministro Gelmini

gelmini

Onorevole Mariastella Gelmini,

ho deciso di scriverLe in merito a quanto ho letto stamane sul Corriere (leggi l’articolo), dove è riportata la sua dichiarazione in merito alla manifestazione della giornata di Venerdì nella quale denuncia la disinformazione che regna fra i manifestanti e la sinistra, che <<sta facendo una campagna di disinformazione>>, asserendo che molti dei manifestanti  <<non hanno letto il decreto>>. Ieri ero al corteo, eppure il decreto l’avevo letto.

Lei ha detto di <<non capire le ragioni>> della protesta. Infatti il Corriere le ha pubblicate nella pagina accanto, in quattro quadrati neri:

  • 8 miliardi di euro di euro di tagli fra il 2009 ed il 2012
  • 85 migliaia di docenti senza cattedra entro il 2011

Gli altri due riquadri indicavano il numero totale di docenti nelle scuole statali (sono 843mila, di cui 700mila di ruolo) e la loro età media, che è di 49,4 anni.


Lei sostiene che i tagli servono a combattere gli sprechi e che le cattedre perdute sono in eccesso. Sono uno studente del terzo liceo, la scuola la frequento da quando avevo due anni, ma di sprechi, salvo qualche idiozia come le lavagne elettroniche, non ne ho mai notati. Ho notato, però, che nei laboratori di chimica manca persino l’acqua distillata. Ho notato anche che manca la carta per le fotocopie, che gli insegnanti provvedono spesso a fare di tasca loro, e che mancano, in alcune alule, persino le sedie. Ho notato che i computer della nostra scuola utilizzano programmi di produttività spesso vecchi di oltre dieci anni e piattaforme di programmazione antiche di otto. Poi ho scoperto che la nostra scuola ha sottoscritto un abbonamento con Microsoft che le consentirebbe di utilizzare le ultime piattaforme di programmazione disponibili. Gli insegnanti mi hanno risposto che non le sanno usare e che la scuola non dispone corsi di aggiornamento per gli ultimi linguaggi di programmazione. Epilogo: ho prestato all’insegnante il mio libro.


Ho notato che passano mesi prima di assegnare le cattedre, così gli studenti, per mesi, vengono lasciati senza insegnanti, o con supplenti che durano meno di una settimana ciascuno, arrivando ad anno scolastico inoltrato sena nemmeno avere iniziato la programmazione.


Certo, non nego che i risultati del sondaggio condotto da Il Giornale (leggi l’articolo), pubblicato il 15 ottobre, siano verosimili. È la risposta che ha dato stamane Libero (leggi l’articolo) a chi era preoccupato che le ore di lezione nelle scuole secondarie aumentassero che mi sconcerta: <<Alle superiori le ore di lezione saranno circa 3 o 4 in meno alla settimana>>. Mi chiedo se anche le ore di lezione siano fra gli sprechi da combattere.


Infine Le vorrei chiedere quale <<ragione didattica>> giustifichi le classi separate per stranieri, tenendo conto che all’estero quest’idea è piaciuta pochissimo. Il commissario Europeo per gli affari sociali, Vladimir Spidla, ha detto che è un’ipotesi <<difficilmente accettabile, anche se l’UE non può farci nulla>>. Molto più allarmato è apparso il giornale saudita al Watan, che prontamente titola: <<Nuova iniziativa razzista del Parlamento di Roma: l’Italia vieta agli stranieri di studiare con gli altri alunni>>, spiegando che <<il rischio è di provocare una grande voragine  nella società italiana>>. Speriamo che la campagna di disinformazione della sinistra non sia arrivata fin laggiù.



In attesa di un suo cortese riscontro,
porgo distinti saluti.
Federico Pignalberi


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giovedì 16 ottobre 2008

I tentacoli di Emma

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Ben ritrovati a tutti. Riprendo a scrivere sul blog dopo la pausa estiva che si è prolungata molto perché il provider mi ha tagliato la connessione per settimane.

Quando ci eravamo lasciati prima dell’estate si parlava di Marco Travaglio, severamente ammonito da tutto l’arco parlamentare quando raccontò delle notizie, che poi ho documentato su questo blog, sul passato di Schifani. Se allora assistevamo a delle prove tecniche di regime, adesso, che si sta discutendo una legge che abolirà tutta la cronaca giudiziaria, nel regime ci stiamo dentro con tutte le scarpe.

In questo primo post autunnale, segnato dalla crisi finanziaria e, quindi, dalla decadenza dell’imprenditoria, voglio parlare di Emma Marcegaglia, la nuova presidente di Confindustria.

Emma Marcegaglia è stata promossa presidente di Confindustria il 13 marzo. Da allora non smette mai di esortare gli imprenditori all’etica negli affari. Un po’ come a dire <<Smettetela di prendere esempio dalla mia famiglia>>, che infatti può vantare ottimi etici della finanza, a cominciare da Antonio Marcegaglia,  suo fratello, il più insigne imprenditore morale del gruppo, che il 29 marzo di quest’anno ha patteggiato una pena pecuniaria di 500mila euro per la tangente di 1 milione 158mila euro data nel 2003 al manager Enipower, Lorenzo Marzocchi, per un appalto di caldaie da 127 milioni. Antonio è il degno successore di Steno, padre di Emma, che nel 2006 è stato condannato in primo grado a 4 anni di reclusione per bancarotta preferenziale nella vicenda del crack di Italcase. Effettivamente la moralità della famiglia Marcegaglia, per quanto non appaia proprio cristallina, non dovrebbe destare molto interesse nel mondo bisunto della finanza italiana. Emma, allora, per non lasciare dubbi su come si faccia etica negli affari, si trasforma in un ottima amica di Berlusconi, dal cui braccio si lascia cingere nelle riunioni di Confidustria come se fosse una Carfagna o una Brambilla qualunque. In effetti con Berlusconi la nostra Emma ha molto in comune, soprattutto i conflitti di interesse. In questo settore è una vera esperta.

Tanto per iniziare, come presidente di Confindustria dovrebbe tutelare gli interessi delle imprese nei confronti delle banche, soprattutto in questo periodo di crisi. Poco importa, allora, se ne controlla in modo diretto una, la Banca Popolare Società Cooperativa, e, indirettamente, almeno cinque: Banca Italease, Credito Bergamasco, Banca Popolare di Sondrio, Unicredit (e quindi Mediobanca) e, per finire, controlla indirettamente anche l’Unione di Banche Italiane (UBI, il quarto gruppo bancario italiano). Ecco, solo questa rete di collegamenti implica almeno due conflitti di interesse. Uno lo abbiamo già visto, quello tra presidenza di Confindustria e banche. Il secondo (che però ne raggruppa tanti insieme) è quello fra banche, che si suppone siano in concorrenza fra loro.

Andiamo avanti. Un presidente di Confidustria dovrebbe impegnarsi a tutelare la libera concorrenza fra imprese, che già di suo non è opera facile. Se però ci aggiungi anche che la Marcegaglia condivide un consigliere della sua Italcementi, Carlo Secchi, con Mediaset, allora la cosa diventa molto meno credibile.

Abbiamo capito, allora, perché Mediaset non dà queste notizie, ma i quotidiani? Il guaio è che la Marcegaglia c’entra pure là. Infatti controlla indirettamente sia il Gruppo Editoriale l’Espresso, editore, fra l’atro, anche di Repubblica, sia il Corriere tramite Rcs, il principale gruppo editoriale italiano (che dovrebbe, credo, essere in concorrenza con l’editore di Repubblica).

Insomma, facciamo presto a pubblicare le informazioni sulla rete, prima che la Marcegaglia raggiunga anche noi con i suoi lunghi tentacoli.



Scarica la mappa dei conflitti di interessi di Emma Marcegaglia



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